Confessioni

Passate le feste, abbiamo ormai accettato il 2016 come anno corrente. I buoni propositi sono finiti puntualmente nel dimenticatoio e le profezie dell’oroscopo si avverano sotto il nostro incredulo sguardo. Il segno dell’ofiuco cerca di trovare il suo spazio tra i segni zodiacali e le sfilate di moda autunno inverno 2016-2017 ci hanno aperto gli occhi sul prossimo futuro.

Rimanendo in tema di buoni proposti è tempo di riprendere le redini del blog, ricominciare a parlare della progettazione e sviluppo di prodotto a noi tanto cari. Non ho intenzione di fare l’errore di promettere una cadenza regolare di articoli che verrebbe presumibilmente disattesa per diverse ragioni.

La prima è che questo spazio è un pretesto per mettere ordine (soprattutto nella mente del sottoscritto). Da studenti abbiamo, infatti, capito che per imparare non c’è metodo migliore come trascrivere gli appunti. Allo stesso modo, gli articoli sono uno strumento per razionalizzare concetti e problematiche talvolta impalpabili. Almeno fino a un momento prima di scriverle.

La seconda ragione è che nella progettazione e sviluppo di prodotto il lavoro procede per step. Ci sono momenti di frenesia con scadenze che incombono e momenti di “attesa” che si alternano senza un preciso ordine. Momenti in cui il cliente fa le sue considerazioni o il progetto passa di mano in mano, seguendo l’iter prefissato. Gli step non essendo rigidamente organizzati possono subire variazioni modificando i tempi per la stesura e, di conseguenza, la pubblicazione degli articoli.

La terza ragione è imputabile a un mix di pigrizia e una sorta di timore nell’affrontare il foglio bianco. Come spesso capita il primo passo è il più difficile.

Con quest’articolo però il guanto di sfida è stato lanciato, il conto alla rovescia è iniziato. Ora sono “costretto” a confrontarmi con i timori di scrivere sui linguaggi formali come accennato tempo fa.

Gli articoli, come le storie, nascono da un’idea ma durante la stesura crescono e si sviluppano secondo una volontà che acquisiscono appena approdano sul foglio. Sembra folle e forse lo è ma avreste dovuto immaginarlo leggendo il titolo di questo intervento.

Rimanete da queste parti per scoprire se i prossimi articoli sulla progettazione e sviluppo di prodotto hanno seguito il sentiero tracciato o si sono ammutinati dirottandoci verso lidi a ora sconosciuti, nel frattempo Freemind studio vi augura un buon 2016.

P.S. L’immagine (maltrattata) in copertina proviene dalla collezione uomo autunno inverno 2015 2016 di Ermanno Scervino.