Italians do it better

Italians do it better
9 giugno 2014
Alessandro Mascoli

In questo articolo affronteremo parallelamente diversi temi dall’esperienza vissuta nella città di Ningbo nella provincia dello Zhejiang, e come questa ha influito nel nostro modo di intendere e praticare la professione.

Un quesito ha accompagnato l’intera esperienza: il design può essere uno strumento efficace di comunicazione e crescita? Una domanda ambiziosa alla quale non esiste una sola risposta, ma che deve spingerci a riflettere, dal progettista all’imprenditore.

Lavorare per aziende in cui il design è totalmente assente può rappresentare un’ottima occasione dal punto di vista creativo: non avere vincoli garantisce una libertà d’azione notevole ma bisogna prestare particolare attenzione al contesto in cui si va ad operare.

Per quanto riguarda il tempo trascorso a lavorare con le aziende cinesi questo aspetto è emerso con una certa chiarezza, al momento sono affamati di progettazione (occupandosi prevalentemente di reverse engineering camuffato) con un’attenzione marginale a tutti gli aspetti “accessori” del prodotto. Il dubbio iniziale si è trasformato in certezza con il trascorrere del tempo ovvero che manca l’idea stessa di cosa sia il progetto, almeno come lo intendiamo comunemente, con il rischio reale di tradurre il design in un vezzo momentaneo, accessorio, legato al gusto.

Ed è proprio il dialogo, l’elemento determinante nello sviluppo di un progetto di design, è lo scambio di competenze e il lavoro sinergico di tutte le figure a contribuire l’arricchimento del processo.

La cosmesi di prodotti usa e getta non può essere l’unico elemento di differenziazione, può funzionare giusto nel pieno del boom economico in un mercato interno sterminato come quello cinese e questo ci porta al nocciolo della questione, in Italia il contributo del design può essere un’arma in più?

Nel mese trascorso tra il rientro e la scrittura di questo articolo c’è stato il tempo di riflettere su quanto di buono è stato fatto e trarne le conclusioni. Applicare un modello simile a quello cinese in Italia è folle, ma è altrettanto vero che esiste un vantaggio reale che è nostro dovere sfruttare: la ricchezza di competenze professionali maturate nel corso degli anni.

Esiste una ricchezza enorme legata alle maestranze, è tempo di creare solide relazioni e scambi di competenze per creare network, altamente qualificati ed orientati ad una crescita sostenibile.

Vi interessa capire in che modo innescare il processo? Nei prossimi articoli analizzeremo le fasi e le metodologie di progetto e come queste possono valorizzare il vostro brand.