Forma e struttura intro

Forma e struttura intro
29 settembre 2015
Alessandro Mascoli

Mi sono reso conto che è da diverso tempo che manca un articolo sul design “puro”. Per questo motivo oggi andremo a definire meglio le sfumature che intercorrono tra forma e struttura o di come un oggetto viene progettato-percepito.

Sembra una banalità ma, vi assicuro, è meno scontato di quanto immaginiate. Partiamo dalle definizioni:

FORMA – L’aspetto esteriore con cui si configura ogni oggetto corporeo o fantastico, o una sua rappresentazione.

STRUTTURA – Il complesso dei rapporti funzionali che sussistono fra gli elementi di un sistema unitario, che è quindi determinato non dalla somma di questi elementi a sé stanti, ma dalle relazioni di interdipendenza e di solidalità che intercorrono tra di essi…

La nascita della forma, per come la intendiamo, ha le sue radici nella rivoluzione industriale con la diffusione delle macchine a vapore statiche (dal 1770 circa) e dalla crescente necessità di sicurezza di tali dispositivi. La produzione in serie ha permesso il fiorire di apparecchiature meccaniche (es. macchine da cucire) dotate di carter. I carter con il passare del tempo si sono affrancati dalla funzione protettiva trasformandosi gradualmente in veicolo comunicativo e potente leva d’acquisto. Negli Stati Uniti degli anni trenta si è toccato il punto più alto di tale fenomeno con lo “streamline”.

Per quanto riguarda invece la struttura appare come Cenerentola relegata alle cucine, lontano dagli occhi almeno nella stragrande maggioranza della produzione industriale. Discorso a parte va fatto in campo ingegneristico-architettonico. I ponti strallati o le tecniche costruttive in acciaio e vetro ne sono un chiaro esempio (dal 1851 Palazzo delle esposizioni).

Banalizzando si potrebbe dire che la struttura sono le ossa mentre la forma la pelle. Per mettere in dubbio questa definizione vorrei portare alla vostra attenzione un oggetto che ha fatto storia ed è entrato di diritto tra le icone del design.

La Vespa di Corradino D’Ascanio ribalta completamente l’architettura del prodotto complicando la situazione. La Vespa come sapete è stata la prima moto a scocca portante, qui forma e struttura si sovrappongo perfettamente.

Aprendo una piccola parentesi possiamo aggiungere che, oltre alla scocca portante realizzata con i lamierini metallici (avanzati dalla produzione di velivoli) anche la sospensione anteriore e il cambio sul manubrio provengono dal mondo aeronautico.

A decretare il successo Vespa oltre alle qualità oggettive (funzionalità ed economicità) è stata la capacità di Enrico Piaggio di comprendere le necessità degli italiani fornendo un prodotto in grado di ridare dignità ad una nazione. Vespa, come Ford T, era un mezzo per tutti, accessibile a tutti e disegnata per tutti. La cui diffusione ha permesso la nascita di una rete di supporto: dalla formazione di meccanici specializzati, ai distributori di parti di ricambio fornendo i presupposti per lo sviluppo del comparto turistico.

Con Vespa abbiamo visto come una superficie (forma) diviene struttura ma naturalmente c’è anche il rovescio della medaglia ovvero la struttura diviene forma. Un esempio valido per esprimere questo concetto è Chair_One prodotta da Magis nel 2003. Per completezza sul sito di Constantin Grcic (designer) è riportato il 2004, a voi la scelta.

In questo pezzo la struttura del prodotto è talmente connotata da divenire formalmente distintiva, ancora una volta  assistiamo alla sovrapposizione tra forma e struttura. La ragione va ricercata nelle prime fasi progettuali: la scelta di comporre la seduta attraverso superfici piane accostate secondo una logica simile a quella dei vecchi palloni da calcio ha permesso di raffinare le linee ottenendo una struttura formalmente connotante.

Questi sono solamente due esempi in cui forma e struttura convivono in perfetto equilibrio diventando inevitabilmente metro di giudizio per tutti gli esemplari nati a posteriori.

Forma e struttura sono il primo di una serie di articoli che realizzeremo per fornire gli strumenti indispensabili a decifrare gli oggetti che impugniamo quotidianamente. Il gusto personale è spesso il solo parametro che utilizziamo per decretare la scelta di un prodotto a discapito di un altro ma, sarebbe preferibile diventare consumatori più consapevoli attenti a tutte le sfumature, ma questa è tutt’altra storia.